Non sottovalutare mai un comune mal di pancia: cosa è in grado di fare al nostro cervello

La comunicazione tra intestino e cervello è oggetto di grande interesse scientifico. I risultati di un recentissimo studio.

L’interesse per il legame tra salute mentale e salute gastrointestinale sta guadagnando sempre più terreno nel mondo della medicina, emergendo come un ambito di ricerca cruciale. Uno studio condotto presso il laboratorio Teb (Tecnologie biomediche) di Enea ha esplorato questa correlazione, focalizzandosi sugli effetti dell’infiammazione intestinale sulla formazione di nuovi neuroni nell’ippocampo, una regione cerebrale fondamentale per la memoria.

Cervello e intestino, studio
La correlazione tra salute intestinale e salute cerebrale – (radioincontro.it)

L’interconnessione tra salute mentale e gastrointestinale rivela un’area ricca di opportunità per migliorare la nostra comprensione della salute e del benessere complessivo. Prestare attenzione a entrambi gli aspetti della salute può portare a migliori risultati clinici e a una migliore qualità della vita per coloro che soffrono di disturbi gastrointestinali e psichici. Del resto, anche in termini molto più prosaici rispetto a quelli scientifici di cui vi parleremo di qui a breve, l’intestino è considerato un “secondo cervello”. 

Salute intestinale e salute mentale: la correlazione

Secondo lo studio, l’infiammazione intestinale, spesso associata a disturbi gastrointestinali comuni come il “mal di pancia”, può causare alterazioni significative di amminoacidi, lipidi e vitamina B1. Queste alterazioni possono influenzare il funzionamento del cervello, dei nervi e persino del cuore. I risultati di questa ricerca, pubblicati sull’International Journal of Molecular Sciences, sono stati commentati da Simonetta Pazzaglia, responsabile del laboratorio Enea di Tecnologie biomediche e coautrice dello studio.

Cervello e intestino, studio
Salute intestinale e salute mentale: lo studio – (radioincontro.it)

La comunicazione tra intestino e cervello è oggetto di grande interesse scientifico, come sottolinea Pazzaglia. Numerose ricerche hanno dimostrato che le alterazioni del microbiota intestinale possono essere associate non solo a disturbi fisici come obesità e diabete, ma anche a disturbi psichici e cognitivi come ansia, depressione e malattie neurodegenerative come Parkinson e Alzheimer.

L’infiammazione intestinale non è un fenomeno isolato, ma può avere conseguenze a catena che coinvolgono direttamente il cervello e il benessere psicofisico complessivo. Le persone affette da malattie croniche intestinali spesso vivono con un livello elevato di ansia, evidenziando un legame stretto tra la salute dell’intestino e quella mentale. Questo studio sottolinea l’importanza di considerare l’interconnessione tra corpo e mente nella gestione della salute.

Trattare efficacemente le condizioni gastrointestinali potrebbe non solo alleviare i sintomi fisici, ma anche migliorare la salute mentale e la qualità della vita dei pazienti. Inoltre, questo studio evidenzia l’importanza di approcci integrati nella cura delle malattie, che tengano conto delle complesse interazioni tra i diversi sistemi del corpo umano.

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